Addominoplastica

Variazioni di peso, gravidanze, caratteristiche genetiche, possono causare una lassità dei tessuti addominali che in alcuni casi può portare alla formazione di una vera e propria piega di tessuto nella parte inferiore dell’addome (addome pendulo). L’addominoplastica è l’intervento che corregge questi inestetismi ed è quindi indicato in presenza di:

  • Addome con eccesso di pelle e grasso sottocutaneo
  • Addome globoso a causa di un eccesso di grasso sottocutaneo e/o rilassamento della muscolatura addominale
  • Addome con allontanamento dei muscoli retti (diastasi dei muscoli retti) a causa di gravidanze o aumenti di peso
  • Addome pendulo con presenza di pieghe di pelle e grasso sottocutaneo in eccesso

Con l’intervento è possibile correggere le diastasi dei muscoli retti (allontanamento dei muscoli retti dalla linea mediana) o piccole ernie ombelicali o paraombelicali. Nel caso in cui l’eccesso di pelle fosse modesto e limitato solo alla zona sovrapubica è possibile eseguire una miniaddominiplastica, che presenta dei tempi di recupero inferiori.L’intervento ha una durata variabile da 2 a 3 ore, a seconda si tratti di un addominoplastica o miniaddominoplastica, in anestesia generale, con 1 o 2 notti di ricovero.

Addominoplastica

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Addominoplastica
prima e dopo

Prima Dopo

Addominoplastica
scheda dell'intervento

Tempi e anestesia

DURATA INTERVENTO:
120-180 minuti

ANESTESIA:
Generale

TEMPI DI RECUPERO:
5-10 giorni

Prima dell'intervento

Prima di ogni intervento di chirurgia estetica, la valutazione preoperatoria è fondamentale per comprendere i desideri del paziente e la fattibilità della procedura. Proprio per questo ritengo indispensabile dare ampio spazio all’ascolto delle esigenze e delle aspettative di ogni paziente, fornendo tutte le informazioni necessarie al raggiungimento di una decisione consapevole. Durante la visita per l’intervento di addominoplastica, in particolare, verranno considerate: La lassità dei tessuti le l'eccesso di grasso e pelle da rimuovere L’eventuale presenza di diastasi dei muscoli retti o ernie ombelicali. La lunghezza e il posizionamento della cicatrice, che si cercherà di mantenere più bassa possibile, generalmente coperta dallo slip. Queste decisioni verranno prese in base all’anatomia e alle preferenze della paziente, in modo da ottenere un risultato il più possibile personalizzato.

Il post operatorio

Al termine dell’intervento il paziente indosserà una pancera elastica, che dovrà essere utilizzata per circa 4-6 settimane. I punti di sutura vengono generalmente rimossi dopo 15-20 giorni. Il paziente sarà in grado di riprendere le attività quotidiane dopo 10-15 giorni, l’attività fisica dopo 4-6 settimane.

Addominoplastica
domande e risposte

Generalmente la cicatrice si estende tra le due ossa iliache (ma ciò può variare a seconda della quantità di tessuto da rimuovere) ed è posizionata più in basso possibile, cercando di mantenerla coperta dallo slip o di utilizzare eventualmente la cicatrice di un precedente parto cesareo. La qualità della cicatrice tuttavia è fortemente legata alla capacità di cicatrizzazione dell’organismo più che alla tecnica chirurgica utilizzata.

Addominoplastica: perché farla?

L’addominoplastica è l’intervento chirurgico volto alla riduzione del grasso e della cute in eccesso al livello dell’addome che tende ad un miglioramento di una zona di grande impatto estetiche al pari dei glutei che vengono trattati con il cosiddetto intervento di gluteoplastica. L'intervento di addominoplastica può essere effettuato in quei pazienti che abbiano una certa lassità cutanea, associata ad un eventuale eccesso di tessuto adiposo sottocutaneo, tale da formare, in alcuni casi, una sorta di piega che pende al livello della porzione inferiore dell’addome. Candidati a questo intervento sono, pertanto, pazienti che a causa della distensione dei tessuti associata alle gravidanze o in seguito al dimagrimento, presentino lassità del tessuto cutaneo e sottocutaneo tali da determinare un aspetto pendulo dell’addome, che, nei casi più severi, viene definito proprio “addome a grembiule”. Questa condizione, oltre ad essere antiestetica e di impaccio nella vita quotidiana e di relazione, può essere spesso associata a fastidiose irritazioni e, soprattutto d’estate, a vere e proprie macerazioni della cute al di sotto della piega addominale. Oltre a questi quadri più severi l’intervento di addominoplastica può essere indicato anche in situazioni di moderata lassità cutanea e/o allontanamento dei muscoli addominali, in cui si voglia raggiungere un aspetto teso della parete addominale. In alcuni casi selezionati può essere possibile eseguire una “mini-addominoplastica”, ovvero una correzione mediante l’utilizzo di cicatrici più brevi e un minore scollamento dei tessuti. L’addominoplastica rappresenta l’unico intervento davvero risolutivo per quei pazienti che presentino un’importante lassità cutanea a livello dell’addome in quanto tali eccessi sono espressione di una perdita di elasticità della pelle che non può essere risolta se non chirurgicamente e altre soluzioni come la dieta e lo sport possono addirittura peggiorarla. Ciò è altrettanto vero per pazienti che in seguito a gravidanze o a variazioni di peso presentino una diastasi addominale ovvero l’aumento della distanza tra i muscoli retti dell’addome, condizione notevolmente limitante nella vita quotidiana, nella vestibilità e anche nell’attività sportiva. Tale situazione può essere corretta solo chirurgicamente, attraverso l’utilizzo di particolari suture o di una rete, e molto spesso questa correzione viene associata all’addominoplastica o alla miniaddominoplastica, proprio per ridurre l’eccesso di pelle che anche la sola distensione dell’addome può aver determinato. L’intervento è invece sconsigliato per curare l’obesità, per la quale è necessario il controllo dell’alimentazione e la pratica costante di esercizio fisico, anzi per poter ottenere i migliori risultati da un’addominoplastica è necessario aver completato la fase di dimagrimento e aver mantenuto un peso stabile per alcuni mesi, in quanto ulteriori oscillazioni di peso possono alterare e peggiorare i risultati dell’intervento.

Per lo stesso motivo, le donne che desiderino avere una gravidanza dovrebbero opportunamente programmare l’intervento, in quanto la distensione e successiva retrazione della pelle dell’addome dovuta alla gravidanza potrebbero alterare i risultati di un precedente intervento. Quando ci si sottopone a qualsiasi intervento chirurgico sarebbe opportuna l’astensione dal fumo per almeno 4 settimane (2 settimane prima e 2 settimane dopo l’intervento). Il paziente deve essere in buone condizioni di salute e in caso di infezioni o problemi di salute recenti è consigliabile posporre l’intervento. Nella settimana precedente l’operazione si consiglia di evitare l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei per evitare alterazioni della coagulazione.

Questo tipo di intervento non deve essere confuso con l'intervento di ginecomastia che si tende a risolvere il problema dello sviluppo del seno in soggetti maschili.

Addominoplastica: l’intervento

L’intervento di addominoplastica viene eseguito in anestesia generale, da un chirurgo plastico, con un ricovero di 1 o 2 giorni, e ha una durata variabile di 120-180 minuti, a seconda dell’entità della problematica da correggere. In alcuni casi selezionati l’intervento di mini-addominoplastica (che ha generalmente una durata inferiore di circa 60-90 minuti) può essere eseguito in anestesia locale con sedazione, in regime di Day Hospital. L’intervento consiste nell’asportazione della pelle e del grasso in eccesso presenti nell’addome inferiore, la pelle di tutto l’addome viene quindi ridistribuita e stirata verso il basso, riposizionando l’ombelico.  In molti casi, soprattutto nelle donne che hanno subito gravidanze, i muscoli retti addominali si allontanano dalla linea mediana lasciando uno spazio centrale in cui l’addome forma una protuberanza dovuta all’intestino che spinge verso l’esterno e non trova resistenze da parte della parete addominale. Questa condizione si definisce “diastasi della muscolatura retta addominale” e può essere efficacemente corretta nel corso dell’intervento di addominoplastica. La cicatrice si estende generalmente da una cresta iliaca all’altra passando per la zona al di sopra del pube, rimanendo in genere al di sotto dello slip. Nei casi di mini-addominoplastica la lunghezza delle cicatrici è minore e lo scollamento è in genere limitato alla zona al di sotto dell’ombelico. In alcuni casi può essere utile effettuare contestualmente una liposuzione per rimuovere il grasso in eccesso soprattutto al livello della zona superiore dell’addome e dei fianchi, in tal caso si parla di lipoaddominoplastica.

Addominoplastica Roma: raccomandazioni post operatorie

Il dolore post operatorio è generalmente moderato e ben controllato dai farmaci. Il chirurgo plastico in fase post-operatoria invita il paziente a seguire alcune raccomandazioni, ad esempio nelle prime 12-24 ore il paziente riposerà a letto in posizione semiseduta. Dalla prima medicazione, il giorno dopo l’intervento, verrà indossata una pancera regolabile che dovrà essere portata per circa un mese dall’operazione. I primi giorni il paziente tenderà a camminare con il busto leggermente piegato in avanti per la sensazione di tensione sull’addome cha andrà poi gradualmente riducendosi. La ripresa delle normali attività quotidiane può avvenire dopo 10-15 giorni. Docce e bagni sono consentiti dopo la rimozione dei punti, in genere dopo 15-20 giorni. L’attività sportiva può essere ripresa dopo circa un mese e mezzo. Nel primo periodo post operatorio può essere presente una riduzione o alterazione della sensibilità cutanea addominale che andrà normalizzandosi con il passare delle settimane. Le cicatrici associate a questo intervento sono estese ma generalmente ben nascoste dallo slip; potranno apparire più rosse ed evidenti nelle prime settimane ma tenderanno a migliorare dopo 9-12 mesi.

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